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In provincia di Piacenza, nel cuore dell’Emilia Romagna, sorge quello che nel 2019 è stato eletto come borgo più bello di Italia: Bobbio. Il paese, infatti, si presenta a tutti gli effetti come il borgo medievale per eccellenza. Sorge sulla sulla riva del fiume Trebbia, vanta la presenza di un’importante abbazia e di una delle biblioteche più prestigiose della cristianità e su tutto il centro abitato aleggiano storie di fantasmi e demoni. Per quanto piccolo (conta soltanto 3300 abitanti), la lista di cosa fare a Bobbio è lunga e comprende monumenti i straordinario interesse artistico, storico e culturale. Scopriamo insieme il bellissimo tour in questo angolo del Piacentino!

ll Ponte Gobbo

La fama del Ponte Gobbo (detto anche Ponte Vecchio o Ponte del Diavolo) precede quella del borgo stesso. È la prima cosa che i visitatori vedono arrivando a Bobbio e ancora prima, dato che è diventato in assoluto il simbolo del paese.

Ognuno dei nomi del ponte ha il suo perché. Viene detto Ponte Gobbo poiché non si sviluppa in piano, ma presenta delle irregolarità, delle gobbe appunto. È definito Ponte Vecchio perché non è stato possibile datarlo, si sa per certo che fu costruito in epoca romana, ma non esattamente quando.

Dietro il suo terzo nome, Ponte del Diavolo, vi sono invece diverse leggende, ma una in particolare è tanto cara alla cittadina. Si narra che San Colombano volesse portare la parola divina a Bobbio. Per far uscire il paese dall’isolamento in cui la sua posizione al di là del fiume lo aveva costretto, decise quindi di costruire un ponte. Per finire il lavoro il più in fretta possibile, strinse un patto con il Diavolo.

Egli accettò il lavoro, con la condizione però che avrebbe reclamato l’anima del primo essere vivente che avrebbe attraversato il ponte. L’opera fu conclusa in una notte e l’irregolarità delle sue arcate è attribuita alle diverse altezze dei diavoli che vi lavorarono.

Al sorgere del sole però San Colombano fece attraversare il ponte ad un cane, riuscendo così ad imbrogliare il Diavolo!


 


L’Abbazia di San Colombano

A San Colombano sono legate molte altre opere cittadine, la più importante è senza dubbio l’Abbazia che porta il suo nome e che è strettamente legata alle vicende personali del santo.

Arrivato a Pavia dall’Irlanda nel 612, San Colombano si ritrovò presso la corte del re dei longobardi che convertì alla religione cattolica. Il re volle quindi che il santo convertisse anche i suoi sudditi e gli fece dono di una chiesa in rovina nel territorio di Bobbio.

In pochi anni San Colombano e i primi monaci che si unirono a lui costruirono l’Abbazia e iniziarono a lavorare alla sua biblioteca. Questa divenne presto uno dei luoghi culturali più importanti dell’Europa che custodiva oltre 700 codici, tra cui testi di Cicerone, Seneca e Plauto.

La Biblioteca così come appariva un tempo non esiste più, molti codici si trovano oggi nei Musei Vaticani, ma è possibile visitare le sale, i chiostri e i giardini dell’Abbazia.

Fa parte del complesso anche la Basilica di San Colombano, in cui poter ammirare lo splendido pavimento di mosaico e gli affreschi di Bernardino Lanzani. La cripta è il luogo più importante, in cui riposano i resti di San Colombano e in cui si dice vi siano le impronte del cane a cui il Diavolo rubò l’anima su iniziativa del Santo.

Museo dell’Abbazia

Sempre all’interno del complesso dell’Abbazia, nell’antico scriptorium, è stato allestito il Museo dell’Abbazia che raccoglie opere dal medioevo al rinascimento.

Qui vi sono conservate opere davvero uniche come una zanna di elefante siriaco-palestinese decorata con scene tratte dal mito di Orfeo e un’anfora di alabastro del IV secolo, che si dice venga dalle Nozze di Cana.

Una sezione molto importante e fornita è poi il lapidario, la cui produzione risale soprattutto all’epoca carolingia e longobarda, tra cui la lapide sepolcrale di Cumiano.

Museo Mazzolini

Il Museo Mazzolini è un museo abbastanza recente, inaugurato nel 2015, ma con una lunga storia alle spalle. Tutto ha inizio con Rosa Mazzolini, infermiera di Brugnello (borgo poco distante da Bobbio), che si trasferì a Milano per lavoro negli anni ’50 presso i fratelli medici Simonetti.

I tre condividevano la passione per l’arte ed erano tanti gli artisti dell’epoca che frequentavano lo studio. I due medici già possedevano una discreta collezione avuta in eredità, che crebbe sempre più con l’aiuto di Rosa.

Nel 2005, infine, la signora Mazzolini decise di donare alla diocesi di Piacenza – Bobbio le 899 opere da lei collezionate e avute come lascito dai Simonetti.

È nato così il Museo Mazzolini che ospita oggi opere di Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Massimo Campigli, Ottone Rosai e Piero Manzoni.

Castello Malaspina – Dal Verme

Un’altra cosa da fare a Bobbio è visitare il Castello Malaspina – Dal Verme. L’imponete struttura fu costruita nel corso del 1300 su volere di Corrado Malaspina e fu un’importante roccaforte Ghibellina all’epoca degli scontri con i Guelfi. Qui trovavano rifugio tutti i nobili che erano costretti a scappare dai comuni della Val Trebbia.

Un secolo dopo il castello passò alla famiglia Dal Verme, che lo riconvertì dalla funzione militare a quella abitativa, rendendolo a tutti gli effetti una dimora nobiliare e di lusso.

Nei secoli poi il castello è passato di mano in mano, venendo rilevato dallo stato soltanto negli anni ’60. Le sue vicissitudini però non hanno intaccato i suoi interni, che conservano ancora gli arredi originali.

Anche intorno al castello sono sorte tante storie di fantasmi. In questo caso ad infestare i saloni vuoti sono le vittime del “pozzo dei coltelli”, un pozzo rivestito di lame acuminate in cui venivano gettati i nemici del signore del castello.

Provare la cucina di Bobbio

L’Emilia Romagna si sa è una terra in cui il buon cibo non manca mai, quindi una cosa da fare a Bobbio è sicuramente degustare i prodotti locali.

Il piccolo borgo infatti vanta una tradizione culinaria di tutto rispetto, in cui spiccano soprattutto i salumi di derivazione piacentina: salame, pancetta e coppa e su tutti. Sul fronte dei primi, invece, vincono i maccheroni alla bobbiese, strisce di pasta realizzate con l’aiuto di un’ago da calza.

Tra i secondi tipici, invece, figurano lo stracotto alla piacentina, preparato con carne di manzo o di cavallo, e le lumache.

Trekking ai Meandri di San Salvatore e Brugnello

Bobbio è una meta ideale anche per chi ama praticare trekking. La valle in cui il borgo si trova infatti è stata modificata dal corso del fiume Trebbia, la cui presenza ha anche determinato una natura verde e rigogliosa.

Nella località San Salvatore, poi, il passaggio del fiume ha creato i cosiddetti meandri, isole di ghiaia e sabbia tra cui scorrono le acque cristalline del Trebbia.

Da Bobbio si possono raggiungere con una semplice camminata di circa mezz’ora e, volendo, si possono anche ammirare dall’alto raggiungendo il borgo di Brugnello.

Questi erano i nostri suggerimenti su cosa fare a Bobbio, se vi sono piaciuti unitevi a noi di Meeters nel tour guidato che abbiamo organizzato in questo splendido borgo. Un’occasione unica per stringere nuove amicizie e scoprire l’Italia.