Cosa vedere in Giordania: i luoghi che non possono mancare nel tuo viaggio

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A un’altitudine tra i 700 e 1200 est del Giordano, fiume che le dà il nome, si erge una zona dal fascino millenario. È la Giordania. Se hai deciso di leggere questo articolo, ti starai chiedendo cosa vedere in questa magnifica zona del Medio Oriente.

Sei nel posto giusto: preparati a scoprire i paesaggi, gli itinerari e le attrazioni fondamentali che rendono indimenticabile un viaggio in Giordania, senza dimenticare che alcuni periodi dell’anno sono più adatti per visitare questo Paese.

La Giordania è il massimo per fotografie e riprese pazzesche. Proprio per questo motivo il regista Denis Villeneuve ha deciso di girarci Dune, film di successo del 2021.

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Una delle sue attrazioni più note è il Mar Morto, dove fare dei bagni e galleggiare beati sulle sue acque note per il loro livello di sale elevato. La sabbia rossa dei suoi deserti attira visitatori da ogni parte del mondo e i suoi monumenti storici sono di importanza cruciale per il mondo intero.

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Tracce bibliche

La Giordania, è noto, è uno dei luoghi centrali nella narrazione biblica.

Il grande canyon del Wadi Mujib, che sfocia nel Mar Morto, è attraversato dal fiume Arnon citato nei testi sacri. E il Monte Nebo, nella Giordania occidentale, è identificato come la cima in cui Dio mostrò a Mosè la terra promessa.



Petra, la Città Rosa da non perdere

Una tappa che non può mancare in un viaggio in Giordania è Petra. Il villaggio che la circonda è chiamato Wadi Musa, la “Valle di Mosè”: é la parte più moderna e urbana di Petra.

La sua Città Antica invece, con il suo sito archeologico e i suoi edifici di straordinaria austerità, ha la capacità di suscitare emozioni di estrema meraviglia.

Davanti a Petra, vero e proprio gioiello costruito dall’uomo, ai viaggiatori appare subito chiaro perché questa testimonianza storica faccia parte delle Sette Meraviglie del Mondo e dei siti eletti a Patrimonio Unesco.

Petra è un sito famoso per la sua resilienza. Risale al 300 a.C. e ha saputo mantenersi intatta nel tempo, nonostante le difficoltà e sfortune che ha incontrato durante le epoche storiche.

Il Siq, la gola che porta alla Città Antica

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Ti consigliamo di raggiungere la Città Antica di Petra attraverso il Siq, una faglia lunga 1,2 chilometri e alta 200 metri. Nei tempi antichi questo corridoio aveva la funzione di via sacra, dove si svolgevano i più importanti rituali della città. Al suo ingresso troverai i resti di un arco monumentale.

Attraversarlo ti consente di toccare con mano le testimonianze dell’ingegneria idraulica del regno dei nabatei, antica stirpe dedita ai commerci nell’area fra la Siria e l’Arabia: dighe, canali, acquedotti, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e altre prove della loro civiltà avanzata costellano tutto il corridoio del Siq.

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Il Siq ti permette allo stesso tempo di ammirare gli scorci della città, che sta in una posizione seminascosta e si rivela pian piano, man mano che ci si avvicina, con lentezza, alla meta.

Una volta giunto sul punto in cui le pareti sembrano sfiorarsi, apparirà davanti ai tuoi occhi il Tesoro.

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Il Tesoro e il Monastero

Al-Khazneh, nome locale con cui è conosciuto il Tesoro, con la sua facciata in stile ellenistico, è un tempio che suscita una sensazione di grande stupore.

È scavato, come se fosse un bassorilievo, in una parete rocciosa di arenaria ferrosa, di colore rosa: da qui viene l’appellativo “Città Rosa”. Una leggenda vuole che questo sia il nascondiglio di un tesoro appartenente a un faraone egizio. Ciò che è invece certo è che ospita la tomba del re nabateo Areta III, del primo secolo a.C.

Se vuoi immortalare la facciata del Tesoro ti consigliamo di farlo tra le nove e le undici del mattino, quando è esposta maggiormente alla luce del sole.

Tra i mitici monumenti di Petra c’è poi il Monastero, in lingua locale Al-Deir. 900 gradini ti portano in questo luogo dalla vista incredibile, che puoi ammirare sorseggiando un tè grazie alla presenza di un chiosco vicino.

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Il Monastero è una versione più grande del Tesoro, con simile struttura, colonne e facciata ellenistica. Risale al III secolo a.C. e anch’esso assolve alla funzione di tomba regale nabatea.

Al suo interno, sulle sue pareti potrai ammirare delle croci. Queste decorazioni, di probabile epoca bizantina, danno il nome all’edificio, che si pensa sia stato utilizzato come chiesa. Anche il cortile davanti aveva una funzione rituale.

Il tardo pomeriggio e il tramonto sono i momenti più adatti per visitarlo, perché i raggi del sole e i giochi di luce e ombra vanno a tinteggiare in modo fantastico le sfumature del rosa della sua facciata.

Dal Tesoro puoi raggiungere dei punti panoramici che danno sul deserto del Wadi Araba sino a Israele e la Palestina e sul monte Jebel Haroun, con il suo piccolo santuario bianco. Un sentiero minore porta invece alla gola in cui si erge la Tomba dei Leoni.

Infine, da questo punto si può arrivare a Siq al-Barid, la Piccola Petra, altra tappa imperdibile per chi visita la Giordania.

L’area del Wadi Rum

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Gole rocciose e sabbia ramata sono le costanti del Wadi Rum, area protetta e casa dei beduini. Questa valle desertica è molto apprezzata dai viaggiatori in cerca di avventura.

Al Wadi Rum, chiamata anche Valle della Luna puoi decidere di trascorrere la notte sotto il cielo stellato, in un accampamento tra le dune.

Uno dei punti di interesse più suggestivi del deserto del Wadi Rum è la Montagna dei Sette Pilastri. Si tratta di una roccia dalle sfumature rossastre, legata a un’altra montagna a venti cime, la Jebel Umm Ishrin detta “la Madre dei Venti”.

Quest’ultima ha una storia leggendaria: la “madre dei venti” fu una donna che uccise tutti i suoi pretendenti tranne il ventesimo, che si dimostrò il più astuto di tutti e per questo un marito ideale.

Il Wadi Rum, tra le sue pareti rocciose presenta alcune sorgenti d’acqua, tra cui quella di Lawrence, in onore dello scrittore britannico T. E. Lawrence che la menzionò ne