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Il ponte tibetano di Verona è una delle principali attrazioni della Valpolicella per chi ama il trekking. Si tratta di un percorso di oltre un chilometro e mezzo all’interno del cosiddetto sentiero n. 5 che parte dalla località di Malga Biancari e raggiunge Mulino del Cao.

Attraversare il ponte tibetano significa godere di una splendida e spettacolare vista sulla Val Sorda e ammirare scorci e panorami mozzafiato. Inoltre, è un’esperienza unica e irripetibile, nel segno del l’amore per il trekking e la Natura.

Come arrivare

Il sentiero numero 5 si può raggiungere sia a piedi sia in auto e partendo da Verona, ci vorranno circa 40 minuti. Dovrai uscire dalla città dalla parte di Parona e seguire i cartelli verso la Valpolicella.

Una volta raggiunta la frazione di San Rocco di Marano di Valpolicella, devi proseguire sulla sinistra e seguire la strada verso Girotto.

Qui potrai lasciare l’auto in un’ampia area di parcheggio e iniziare un percorso che ti condurrà al ponte e durante il quale ammirare le migliori bellezze della Valpolicella e della Lessinia.

ponte tibetano di verona

Una grande opera di ingegneria

Il ponte tibetano è una delle opere più rappresentative del Veneto, sostenuta sia dalla Regione stessa sia dalla Comunità Montana della Lessinia. Costruito anche grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea, fa parte di un più ampio intervento per il recupero di sentieri e architetture minori della zona.

Oltre a essere un percorso molto amato da chi ama il trekking e le escursioni tra la Natura, il ponte serve a collegare i comuni di Marano di Valpolicella e di Sant’Anna d’Alfaedo e i suoi sentieri sono percorribili senza l’ausilio di particolari attrezzature.

Inoltre, è una vera rarità nel nostro Paese e rappresenta la prima struttura di questo tipo, nata dall’alta ingegneria italiana. Il ponte è stato ideato dall’ingegner Roberto Castaldini che ha prestato particolare attenzione alla resistenza dei materiali e alla capacità di contenere fino a oltre cento persone contemporaneamente.

Le caratteristiche tecniche del ponte tibetano

Il ponte tibetano di Verona è sospeso a circa 40 metri dalla valle sottostante, è lungo 52 metri e largo 70 centimetri. Dispone di un corrimano a 120 centimetri di altezza, così da consentire l’adeguata sicurezza e la percorrenza di due persone che si incrociano.

Una delle sue principali caratteristiche architettoniche è rappresentata dalle quattro funi composte da una catenaria di quattro fili d’acciaio che misurano 22 mm di diametro ognuno.

ponte tibetano in veneto

Il ponte tibetano: un po’ di storia

Il ponte tibetano è una struttura dalle origini antichissime. Già tra i popoli primitivi era uno dei principali strumenti per spostarsi e sfruttare al massimo le risorse naturali. In zone caratterizzate dalla presenza di montagne, fiumi o fossati, il ponte tibetano è stato la soluzione ideale per permettere all’uomo di muoversi ed esplorare nuovi territori.

Oggi, il ponte tibetano è una struttura presente soprattutto in zone come la Cina, il Tibet stesso da cui prende il nome e nella zona dell’Himalaya. Tuttavia, si tratta di una costruzione molto sfruttata anche in Centro e Sud America, già ai tempi degli Incas. Sia lungo le catene himalayane sia lungo quelle delle Ande, i ponti tibetani sono molto presenti e sono diventati, nei decenni, strutture caratteristiche e rappresentative di questi suggestivi posti.

Dal ponte tibetano a “V” all’utilizzo del ferro

La composizione originaria dei ponti tibetani prevedeva l’utilizzo di corde a catenaria, sulle quali camminare tenendosi ad altre corde utilizzate come passamano e unite a dei cavi principali attraverso dei fili trasversali. Nei secoli, i ponti tibetani si sono evoluti e la loro struttura è cambiata, soprattutto in relazione alle esigenze e al loro utilizzo. Dai “modelli” a corda unica, si è passato a quelli a due corde, così da permettere alle persone di camminare su una e aggrapparsi all’altra.

Il passaggio successivo è stato il ponte tibetano a forma di “V”, composto da tre corde e con due corrimani. Si è trattato di un importante passo verso la sicurezza e la stabilità della struttura, migliorata ulteriormente dal cosiddetto “sistema tubolare”, con il quale i due cavi superiori venivano collegati a quello inferiore. Infine, si è arrivati alla struttura in legno e bambù, con la quale i sentieri sono diventati ancora più comodi e hanno permesso la presenza di più persone contemporaneamente.

Tra il I e il VI secolo d.C. è stato introdotto il ferro, con il quale il ponte tibetano è diventato molto più stabile e sicuro. Le prime testimonianze sono arrivate dai viaggiatori cinesi che hanno descritto dei ponti in cui le corde erano state sostituite da catene o da barre di ferro connesse tramite dei cavicchi. Inoltre, per ancorare il ponte sono state costruite delle vere torri in muratura che hanno consentito l’uso dei ponti tibetani anche in campo militare.

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Il ponte tibetano più lungo del mondo

Attualmente, il ponte tibetano più lungo del mondo si trova proprio in Italia, nel comune di Castelsaraceno, in provincia di Potenza. Inaugurato nel luglio del 2021, è stato costruito a 80 metri di altezza ed è lungo ben 586 metri.

Per gli amanti delle escursioni e gli appassionati di trekking, è un percorso suggestivo e a stretto contatto con la Natura, lungo il quale ammirare il vecchio borgo di Castelsaraceno, nato sulle rovine del primo insediamento dei saraceni del 1030.

Inoltre, è la perfetta occasione per visitare i due parchi all’interno dei quali il ponte tibetano si trova. Il Parco Nazionale del Pollino e quello dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese sono, infatti, due delle più belle attrazioni del Sud Italia e si trovano a metà strada tra i famosi sassi di Matera e il mare cristallino di Maratea.

ponte tibetano a verona

I due percorsi

Se ti piace il trekking e vuoi affrontare una passeggiata lungo il ponte tibetano di Verona, puoi scegliere un percorso più impegnativo o uno più agile e di più facile accesso e adatto anche ai bambini. Il punto di partenza del primo è da Molin del Cao e il sentiero si snoda, in salita, attraverso il corso del torrente, mentre l’altro parte da Malga Biancari e scende verso valle.

Prima di raggiungere la passerella, dovrai attraversare una porzione di bosco, dove ti troverai a stretto contatto con la natura selvaggia e incontaminata. Quando, invece, arriverai al ponte tibetano, rimarrai a bocca aperta e potrai vivere un’esperienza davvero unica ed emozionante.

Durante l’attraversamento, infatti, sentirai le oscillazioni del ponte e potrai ammirare le bellezze naturali che ti circondano. Un certo batticuore sarà inevitabile, perché l’emozione e anche la paura potranno attanagliarti lo stomaco, soprattutto la prima volta.

Se, infatti, deciderai di tornare indietro, potrai vivere altre sensazioni e provare quel vago senso di esaltazione per essere, a tutti gli effetti, a quaranta metri dal suolo. Dalla suggestiva vista della valle sottostante, alle località che si trovano da una parte e dall’altra del ponte fino al ruscello che scorre quieto sotto di te, potrai ammirare grotte e paesaggi da sogno e luoghi fuori dalla realtà.

ponte tibetano di verona

Uno spettacolare percorso tra la Natura

Se vuoi organizzare un’escursione in Veneto, anche in compagnia di bambini, fare una passeggiata lungo il sentiero n. 5 e attraversare il ponte tibetano può essere un’esperienza unica e indimenticabile.

Grazie a questa straordinaria quanto innovativa struttura, i territori della Valsorda stanno vivendo una nuova vita. Si incontrano tra loro, creando un percorso che racchiude alcuni degli scorci e dei paesaggi più belli della zona.

La pendenza del sentiero varia dai 90 gradi delle pareti rocciose fino ai 40 del pendio. Si presenta impegnativo quanto basta per non affrontarlo con eccessiva sicurezza e superficialità, soprattutto quando c’è maltempo. Per gli escursionisti è una vera manna dal cielo, ma devi, comunque, attrezzarti con un abbigliamento adeguato, soprattutto per quanto riguarda gli scarponi.

All’interno di un percorso che attraversa luoghi incontaminati e fuori dal tempo. Potrai mettere alla prova la tua passione per il trekking e vivere a fondo il tuo rapporto con la Natura. Scoprirai angoli incontaminati e potrai visitare le grotte naturali.

Il ponte tibetano di Verona è un’opera in grado di raccontare la creatività dell’uomo. Inoltre, è il simbolo della sua voglia di mettersi costantemente alla prova e sfidare la Natura. Con una costruzione del genere, l’uomo è riuscito a creare un’ideale sintesi per far vivere in armonia due sistemi diversi e, spesso, incompatibili.

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Se anche tu hai vissuto un’indimenticabile avventura sul ponte tibetano di Verona, condividi questo articolo e racconta la tua esperienza.