Il sentiero dei fiori: tutto quello che devi sapere su questa splendida ferrata

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Il sentiero dei fiori, al netto del nome molto poetico, è un percorso di alta quota capace di stamparsi a fuoco nel cuore di tanti appassionati diversi. Parliamo si di un sentiero di cresta, si di un sentiero dove la nuda roccia fa la padrona ma anche di un sentiero dove si è decisa la storia recente del nostro paese, complice il suo essere stato creato durante la prima guerra mondiale.

Il sentiero dei fiori, infatti, è stato scavato e assemblato durante il corso della prima guerra mondiale dai militari italiani che avevano il fronte della battaglio proprio qui.

Durante il corso degli ultimi anni il suo lato turistico è sbocciato, e scusateci il gioco di parole, sempre di più: una durata gestibile in giornata, un livello di difficoltà non esagerato ed una lunghezza adatta agli amatori rendono l’esperienza alla portata di molti.

Noi di Meeters abbiamo una grande esperienza nella creazione di eventi e nell’assemblaggio di occasioni per stringere nuove amicizie ed è proprio per questo motivo che, con questo articolo, vogliamo farvi scoprire tutto il necessario per potervi godere al meglio questo splendido percorso sul gruppo dell’Adamello.

Qualche dato numerico sul sentiero dei fiori

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Partiamo prima da informazioni di carattere pratico: quello del sentiero dei fiori è un itinerario che richiede, complessivamente, circa 9.30 ore di tempo comprese le necessarie pause.

Per l’avvicinamento all’inizio della ferrata è necessario percorrere circa 1.15 ore di cammino e la ferrata in sé necessità di circa 5 ore tra andata e ritorno.

La ferrata permette di affrontare un dislivello di circa 150 metri mentre l’itinerario, nel suo complesso, si svolge lungo un dislivello di quasi 500 metri. L’altezza massima che si raggiunge è pari a 3088 metri, elemento che apre una parentesi molto importante che vedremo dopo.

 



 

Tutto questo si svolge lungo un percorso lungo circa 15 chilometri, motivo per cui parliamo di una ferrata adatta a chi ha un minimo di esperienza in termini di escursioni e non al turista della domenica che pensa di farsi una passeggiata con i bambini.

Per ferrate come questa è necessaria la giusta attrezzatura, il giusto vestiario ed il giusto bagaglio di esperienze. La via ferrata è molto esposta ed è dedicata ad escursionisti esperti, capaci di usare cordino e moschettone con imbracature, piccozze, ramponi, casco e zero paura delle altezze!

Attenzione al periodo dell’anno

Il percorso non ha una grande difficoltà tecnica per l’esecuzione ma si svolge a quote piuttosto elevate: questo significa che è possibile se non proprio facile incontrare neve, specie tanto più ci si avvicina ai tremila metri.

In questi casi valgono tutti i consigli classici per gli escursionisti d’alta quota: è bene saper gestire questo genere di situazioni con la giusta attrezzatura.

Il meteo può cambiare rapidamente e costringere chi segue il percorso a bruschi cambi di programma. Fortunatamente tanto durante la ferrata quanto durante l’avvicinamento esistono sentieri alternativi per scendere e tornare verso la civiltà.

Questi sentieri alternativi corrispondono a tre diversi passi: il passo di Lagoscuro (da cui scendere prima verso il Passo di Maroccaro e poi per il nevaio verso la Capanna Presenza), il Passo Payer (da cui si scende prima verso il rifugio città di Trento e poi verso il Passo di Maroccaro e verso Capanna Presena) e il Passo del Lago di Pisgana (e in questo caso il percorso è speculare a quello visto sopra).

Da dove si parte per il sentiero dei fiori?

Il punto di partenza del sentiero è rappresentato dal Passo del Tonale, al confine tra le province di Bolzano e Brescia. Il parcheggio si trova nei pressi della Funivia al Passo Paradiso e da qui è necessario prendere la stessa per raggiungere il piccolo lago in direzione Passo del Castellaccio, magari seguendo le indicazioni per il sentiero CAI 44.

Avvicinamento al sentiero dei fiori

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Arrivati a Passo Paradiso, seguendo la traccia del sentiero numero 44, è necessario arrivare prima al monumento ai caduti e poi portarsi sotto le morene del passo del Dito e di un’altro passo, stavolta Passo Castellaccio. La salita a tal proposito sarà quantomeno dura, tutti fatta in una pietraia poco amichevole e con un sentiero serpeggiante che si inerpica sempre più verso la cresta.

In questo contesto, tanto meno manca al raggiungimento del passo, tanto è più facile imbattersi nel filo spinato rimasto dalla prima guerra mondiale. Una volta arrivati al passo Pisgana inizia il sentiero dei fiori vero e propri, come anche evidenziato dalla presenza di un cartellone storico descrittivo.

Come si svolge la ferrata del sentiero dei fiori

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È difficile provare a spiegare passo passo una ferrata ma ci proviamo. Seguendo la cresta è necessario seguire le tracce di sentiero fino a raggiungere il primo tratto attrezzato, ovvero una cengia che si sviluppa con una serie di sali e scendi. Terminata la cengia inizia una serie di passerelle in legno con, ad un certo punto, una serie di staffe che vanno verso una punta (la deviazione di nido dell’acquila). Continuando per la passerella si raggiunge presto il Gendarme di Casamadre. Qui inizia uno dei segmenti più scenografici di tutto il percorso, ovvero il ponte sospeso. Solitamente il ponte va attraversato all’andata, per il ritorno è ampiamente consigliato il transito presso la galleria li vicina costruita durante la guerra.

Superato il ponte e superato il gendarme c’è un altra cengia che aggira uno spigolo e scende di qualche metro. Terminata la cengia si arriva nella parte solitamente più complessa, complice anche la neve che tende a sopravvivere anche a stagione estiva inoltrata. Il sentiero, per la maggioranza del tempo, resta piuttosto facile fino all’arrivo a una parete con alcune rocce: qui ricomincia la sezione attrezzata del percorso che però si esaurisce poco dopo, complice anche l’arrivo al Bivacco amici della montagna, solitamente gestito durante il corso dell’estate. Proseguendo il percorso, al netto di qualche masso da aggirare e di una trincea di guerra su cui scendere fino a raggiungere una cappella di legno, non c’è molto di importante da segnalare.

 

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