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La riserva di Monterano si trova a circa cinquanta chilometri da Roma, verso nord-ovest, poco lontano dal lago di Bracciano.

Si tratta di uno dei luoghi più originali e pittoreschi del Lazio, ideale da visitare durante una gita di un giorno vicino Roma. Qui sorgono i ruderi di Monterano, un villaggio che si estendeva per circa nove ettari e di cui, oggi, rimane ben poco.

Un tempo, Monterano fu un glorioso feudo e ducato di proprietà di alcune delle famiglie più importanti di Roma. Oggi è conosciuto, soprattutto, per essere stato luogo di ambientazione di diversi film, sia italiani sia stranieri.

La sua conformazione particolare, tra speroni di tufo e i fiumi Mignone e Bicione che lo circondano, rispettivamente, da nord e da sud-est, rendono Monterano un sito storico molto suggestivo e affascinante.

La zona è disseminata di sepolcreti etruschi e i visitatori potranno anche avventurarsi tra le piccole grotte ricoperte dalla vegetazione. Oppure, potranno assistere allo straordinario spettacolo delle polle d’acqua ribollenti.

riserva di montenaro

Un po’ di storia

Il nome Monterano ha origine dalla dea degli inferi Manturna, considerata dagli etruschi la responsabile dei fenomeni eruttivi che, fin da allora, si verificavano nella zona.

Essa era caratterizzata dalla presenza di soffioni, pozze gorgoglianti e, soprattutto, dall’acre odore dello zolfo che, ancora oggi, sono tra le principali attrattive dell’intera riserva naturale di Monterano.

Tra i resti della civiltà etrusca, oggi si possono ammirare alcuni cippi funerari e la suggestiva tagliata del Cavone. Essa era l’antica via di accesso sia al villaggio, che terminava in prossimità dell’acquedotto del XVI sec. d.C., sia al fontanile delle Cannelle, luogo di sosta per i viaggiatori bisognosi di ristoro.

Sotto la dominazione romana, Monterano divenne sede vescovile e, intorno all’anno 1000, passò sotto il controllo del Monastero di S. Paolo Fuori le Mura. Proprio in questo periodo, fu eretta una torre a pianta rettangolare che fu, da lì a poco, inglobata nel palazzo ducale.

Monterano visse uno dei suoi periodi migliori tra il 1432 e il 1497, quando passò tra le mani della famiglia Anguillara e, in seguito, inserita tra le proprietà degli Orsini. Quest’ultimi, in particolare, potenziarono le cinte murarie del castello, rendendolo ancora più sicuro.

Infine, nel 1671, la zona fu acquistata dal Casato Altieri che, in concomitanza con il papato di Clemente X Altieri, segnò il momento di maggior splendore di Monterano.

In questi anni, Gian Lorenzo Bernini si occupò di trasformare il castello in una vera e propria residenza signorile e la impreziosì con la magnifica fontana del Leone.

Riserva di Monterano: cosa vedere

Oltre ai resti dell’antico palazzo signorile, Monterano offre altri luoghi da visitare, a cominciare dal Convento di S. Bonaventura. Costruito intorno al 1676, vide la collaborazione, oltre dello stesso Bernini, di altri importanti menti dell’epoca, tra cui il grande architetto Carlo Fontana.

Tra gli edifici minori da visitare, non puoi farti sfuggire le chiese di S. Rocco e di S. Maria Assunta in Cielo, le case e gli antichi granai.

Muovendoti all’interno di questi luoghi secolari e ricchi di storia, vivrai un’esperienza unica. Tra gli straordinari paesaggi e la diversità geologica del territorio, ti sembrerà di essere in un luogo fuori dal tempo.

La flora e la fauna della riserva sono tra le più interessanti di tutto il Lazio. Tra queste, spiccano la felce florida, una specie risalente a circa 65 milioni di anni fa e la rarissima cicogna nera, presenza fissa nel Mignone.

Infine, potrai ammirare i resti delle antiche attività minerarie, in particolare inerenti all’estrazione di zolfo e manganese.

Dal 1988, Monterano è diventata riserva naturale e ogni anno viene visitata da migliaia di turisti italiani e stranieri, alla ricerca di un pezzo di storia.

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I prodotti tipici

Per conoscere a fondo un luogo, non c’è niente di meglio che assaggiare i suoi prodotti tipici gastronomici. La riserva di Monterano è una zona ricca di specialità preparate secondo le antiche tradizioni.

Tra queste, il pane senza sale, frutto di un lavoro lungo e paziente che alcuni forni della zona rispettano ancora in maniera religiosa. Lievito naturale acido, acqua sorgiva e forno a legna, proprio come si usava cucinarlo oltre 400 anni fa.

Naturalmente, non puoi non assaggiare i piatti tipici laziali e della sua cucina casereccia, tra cui i primi piatti di cacciagione e i secondi di carne di produzione locale. Pietanze come la trippa, la pajata, l’acquacotta o le lumache sono tappa fondamentale prima di lasciare Monterano.

Abbinare la visita turistica all’esperienza enogastronomica è il modo migliore per calarti completamente nel fascino e nella suggestione del luogo. Tra rovine, natura selvaggia e incontaminata e tradizioni secolari, vivrai un’esperienza unica.

La riserva di Monterano e il cinema

Dagli anni ’50 in poi, Monterano è diventato famoso anche grazie al cinema. Qui, infatti, sono stati ambientati alcuni grandi film, anche grazie alla vicinanza a Roma e agli studi di Cinecittà.

La prima grande pellicola che usò gli straordinari paesaggi della riserva di Monterano fu Ben-Hur, il capolavoro del 1959 firmato da William Wyler e con Charlton Heston.

Tuttavia, è stato il cinema italiano a rendere Monterano un luogo cinematograficamente storico. Il primo fu Vittorio Gassman che, nel 1970, vestì i panni del leggendario Brancaleone.

Poco più di dieci anni più tardi, fu la volta di Alberto Sordi e del suo Marchese del Grillo. A Monterano, nella chiesa di San Bonaventura, si trovava, infatti, il covo del brigante Don Bastiano. Al suo interno, invece, c’era l’enorme albero di fico su cui il prete eretico ha il suo trono.

Oltre a questi capolavori, sono stati molti altri i film girati, in parte, nella riserva di Monterano, tra cui Guardie e Ladri con Totò e Aldo Fabrizi, La visione del Sabba di Marco Bellocchio, Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi e la serie televisiva La freccia nera.

Come arrivare alla riserva di Monterano

Come detto all’inizio, Monterano si trova a una cinquantina di chilometri da Roma, a ovest del Lago di Bracciano. Per raggiungere le rovine dell’antico palazzo bisogna arrivare a Canale Monterano e poi seguire i cartelli verso la Riserva Naturale.

Dopo pochi chilometri, ti ritroverai in un ampio spiazzo delimitato da una sbarra dove poter lasciare l’auto e proseguire a piedi. Il sentiero è lungo circa 200 metri e porta direttamente alle rovine, in primis alla fontana e all’acquedotto romano.

Salendo lungo la collina, raggiungerai l’altura dove ci sono i resti dell’antico paese. Da qui potrai goderti un paesaggio splendido e unico e andare alla scoperta della straordinaria storia di questo piccolo borgo.

Se anche tu hai visitato la riserva di Monterano, condividi questo articolo e racconta la tua esperienza.