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Non più solo città d’arte, musei, resort e località alla moda. Il turismo negli ultimi decenni si è evoluto seguendo strade poco battute, alla ricerca di location insolite ma di grande impatto. È il caso dei luoghi abbandonati in Italia che attraggono sempre più visitatori, spesso proprio in virtù del loro misterioso e frettoloso abbandono. Ma perché questa tendenza si sta diffondendo tanto e dove trovare i luoghi più suggestivi?

Perché visitare i luoghi abbandonati in Italia?

luoghi abbandonati in italia

Discoteche, ospedali, alberghi, miniere, ma anche interi borghi fantasma. Sono tantissimi i luoghi abbandonati in Italia e sono sempre di più i turisti dell’insolito che scelgono di visitarli. I motivi dietro questo interesse sono svariati. Non è, infatti, solo la voglia di scoprire cosa sia successo di insolito in questi posti e cosa ha condotto al loro repentino abbandono. Ma è soprattutto il fascino di ammirare opere costruite dall’uomo, molto spesso grandiose e imponenti, in balia della natura che si riprende il suo posto, lenta e silenziosa, quasi come se l’uomo non fosse mai passato di lì.

I luoghi abbandonati fanno parte della storia del nostro paese. Raccontano storie dimenticate e lasciate ai margini dell’interesse collettivo e hanno ancora qualcosa da insegnarci su chi eravamo un tempo, chi potremo diventare in un futuro, quali errori abbiamo commesso e quali gesta sono cadute nell’oblio. Per abbandonati che siano, questi luoghi trasudano atmosfere magiche, vediamo quindi quali sono i più suggestivi e strani da visitare!

1. Abbazia San Galgano, Chiusdino, Toscana

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Il luogo con cui si apre questa lista è anche l’unico dell’elenco che pur essendo abbandonato, ha ricevuto la giusta valorizzazione dagli enti culturali e può essere visitato senza problemi. La storia dell’abbazia di San Galgano ha origine proprio con Galgano Guidotti, nobile cavaliere toscano che rinunciò alle ricchezze e ad una vita dissoluta  per dedicarsi invece ad una vita puramente spirituale. Indossando l’abito cistercense, fece erigere sui Monti Siepi una cappella, dove visse e morì da eremita, non prima però di aver conficcato la sua spada nella roccia come segno di pace. La spada, ammantata da tante leggende, si trova ancora sul luogo.

L’abbazia vera e propria venne costruita con le direzioni dei monaci dell’ordine di Galgano, diventato intanto Santo, e proseguirono per più di un secolo. I lavori subirono però un arresto: le carestie, la peste, le guerre e i continui saccheggi minarono duramente la comunità monastica, disgregandola. I tentativi di terminare il progetto e rivalutarlo furono diversi, ma nel corso del ‘700 con il crollo del campanile fu sconsacrata, convertita ad altri usi ed infine abbandonata.

Nel 1900 ciò che restava del monastero venne consolidato, senza interventi che lo modificassero, restituendoci così un monumento ricco di fascino, dove l’incompiuto è in realtà il suo il più grande punto di forza. L’assenza del tetto, permette al cielo di essere parte integrante della struttura, tanto che vi si può accedere sino a tarda notte.

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2. Castello Sammezzano, Reggello, Toscana

Nel sito dove sorge il Castello di Sammezzano si sono alternate nel corso della storia vicende, proprietari e diversi utilizzi del territorio. L’embrione di ciò che oggi è questa meraviglia architettonica si forma nel 1605, quando Giovanni Jacopo de’ Medici vende la tenuta a Sebastiano Ximenes d’Aragona. La proprietà passa di figlio in figlio fino ad approdare tra le mani di Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona nella prima metà dell’800. Affascinato dall’Orientalismo, una corrente che sta in quegli anni conquistando tutta l’Europa, Ferdinando decide di modificare completamente l’edificio esistente e dargli un’impronta moresca.

La precedente fattoria diventa così un castello unico nel suo genere in Italia. Bassorilievi, mosaici in ceramica, decorazioni astratte, vegetali e geometriche e una facciata solare ed una lunare lo rendono ancora oggi un’opera sensazionale. A circondare l’edificio vi è poi splendido giardino dove ancora crescono sequoie, lecci, palme, aceri e ginepri.

Ferdinando morì nel 1897 e la sua ultima erede nel 1919. Il grande valore artistico e architettonico del castello non è mai stato messo in discussione, ma l’opera versa oggi in un completo stato di abbandono ed incuria, anche se continua ad attrarre tanti curiosi. Negli anni i compratori e si sono succeduti e diverse sono state e sono tuttora i tentativi di recupero e valorizzazione, soprattutto da parte del FAI, che si spera portino presto a risultati concreti.

3. Consonno, Olginate, Lombardia

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Tra i luoghi abbandonati in Italia, la storia del borgo di Consonno è probabilmente la più assurda. Erano i primi anni ’60 quando l’imprenditore Mario Bagno, Conte di Villa dell’Olmo, mise gli occhi su Consonno. All’epoca non era che un borghetto di agricoltori nella provincia di Lecco, arroccato in una posizione panoramica strategica e facilmente raggiungibile da Milano. Il progetto si delineò praticamente a primo sguardo. L’eccentrico Conte avrebbe fatto di quel borgo schiacciato dalla crisi agricola una “città dei balocchi”, la “Las Vegas lombarda”.

Presto l’antico borgo fu completamente raso al suolo, salvo per la storica Chiesa di San Maurizio. Al suo posto sorsero un’accozzaglia di edifici incompatibili tra loro: un minareto, un giardino giapponese, un castello medievale, un luna park, una pagoda cinese, un giardino zoologico e aree attrezzate per lo sport.

Il periodo d’oro di Consonno durò tanto quanto il passaggio di una cometa. I pesanti lavori che erano stati fatti sul territorio ne avevano intaccato l’equilibrio idrogeologico. Le continue piogge e la prima frana contribuirono a diminuire il flusso di turisti, ma non intaccarono la volontà del Conte di rendere la sua creazione sempre più grandiosa. La seconda frana ne causò però il definitivo abbandono.

Negli anni sono stati intentati numerosi tentativi di rilancio, come la costruzione di una casa di riposo voluta dal Conte stesso e chiusa nel 2007. Da allora il luogo vive un terribile degrado, con molti edifici pericolanti, ed è stato teatro di rave party e atti di vandalismo. L’associazione Amici di Consonno si è però mobilitata per non far morire il borgo, organizzando weekend, festività e attività ricreative che riescono a richiamare l’interesse del pubblico.

4. Vallone dei Mulini, Sorrento, Campania

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A vederlo così il Vallone dei Mulini sembra una città abbandonata dopo una catastrofe nucleare, sommersa ora quasi interamente dal bosco che la circonda. In realtà non si tratta di una città, ma di un quartiere. Non c’è stata alcuna catastrofe, se non l’avvento del progresso, e non si trova in un bosco, ma al centro della città di Sorrento, a due passi dal porto e dalla piazza centrale.

La valle, di origine vulcanica, è stata sin dall’epoca romana fulcro della vita e dell’economia cittadina. Infatti ospitava il mulino da cui prende il nome, segherie e cave di tufo, oltre ad attirare numerosi artisti.

Nel 1866 iniziarono però dei lavori di riqualificazione del centro di Sorrento. Con la costruzione della piazza centrale e la distruzione del ponte che conduceva al Vallone, la comunità si trovò ben presto tagliata fuori. L’industria iniziò a languire e a questo si aggiunsero diversi cambiamenti climatici, la mancanza di acqua e vento ed una sempre più elevata umidità. L’uomo lasciò il borgo che divenne così come è oggi: un insieme di case ed edifici popolati dalla natura e da piante rare o quasi estinte.

Se vi è piaciuto scoprire i luoghi abbandonati in Italia insieme a noi, scoprite con Meeters anche le altre bellezze naturali e culturali che offre il Belpaese!