Passeggiate Treviso: 4 (+7) luoghi meravigliosi

4/5 - (15 votes)

Quando il weekend arriva si è spesso molto stanchi e non sempre si ha abbastanza voglia e coraggio per intraprendere un viaggio in macchina di qualche ora per potersi godere la montagna o il mare. Fare delle passeggiate Treviso, in provincia, può essere un toccasana: la marca trevigiana ed i colli asolani offrono tante occasioni per fare escursioni di gruppo o passeggiate in solitaria: basta sapere dove andare.

Non tutti hanno piena contezza di quanto belli siano i dintorni di treviso, con tantissimi sentieri perfetti per un trekking domenicale.

La provincia di treviso ed i suoi itinerari, però, non sono esattamente notissimi a chi non è un habitué di queste terre a tal proposito arriviamo proprio noi di Meeters!

Organizzando eventi da anni abbiamo fatto una conoscenza sempre più approfondita con i territori a noi limitrofi: questo ci ha permesso di conoscere da vicino tanti scorci altrimenti ignorati; crediamo nell’importanza del migliorare la qualità del proprio tempo libero attraverso la creazione di nuovi ricordi o la nascita di nuove amicizie e sapere dove andare a passeggiare a Treviso può essere risolutivo in questi casi.

Uno dei luoghi che abbiamo scoperto e che consigliamo vivamente è il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. Questo parco offre una varietà di percorsi immersi nella natura, perfetti per passeggiate rilassanti o escursioni più impegnative. Il fiume Sile, con le sue acque tranquille e limpide, è l’ideale per chi ama la fotografia o semplicemente desidera un momento di tranquillità lontano dal trambusto cittadino.

Inoltre, lungo i sentieri del parco, è possibile incontrare una fauna ricca e varia, che rende ogni visita un’esperienza unica. Organizzando eventi in questa cornice naturale, abbiamo assistito alla nascita di numerose amicizie e alla creazione di ricordi indimenticabili, confermando la nostra convinzione che la bellezza del territorio possa arricchire la vita di chi lo esplora.

Presupposto questo andiamo a scoprire le migliori passeggiate Treviso a massimo qualche decina di chilometri dal capoluogo di provincia.

In giro presso i boschi del montello

In mezzo alla pianura trevigiana c’è un rilievo di modeste dimensioni, una specie di solitaria collina che però sa regalare tantissime sorprese. Posizionato a sud del corso del piave, il Montello (questo il suo nome), nel corso dei secoli è stato scelto in maniera costante come luogo per gli insediamenti umani.

Il suo massimo splendore lo ha ottenuto durante gli anni di dominio da parte della serenissima, che approfittò dei suoi ricchi boschi per ottenere tantissima legna. Il bosco del Montello divenne uno dei luoghi più importanti per il successo della Serenissima e la nascita di leggi ad hoc per tutelarlo ha permesso a parte di questo colle di arrivare in condizioni invidiabili ai giorni nostri.

Il bosco di Montello si può attraversare grazie a un fitto nugolo di strade chiamate prese; basta imboccarne una per ritrovarsi immersi in un’atmosfera bucolica e quasi fiabesca, con qualche grotta o dolina a sorprendere.

Il canto degli uccelli accompagna il cammino, mentre i raggi del sole filtrano attraverso le fronde degli alberi, creando giochi di luce e ombra sul terreno. Lungo il percorso, è facile imbattersi in piccoli ruscelli che scorrono pacifici, il cui gorgoglio si mescola armoniosamente con il fruscio delle foglie mosse dal vento. Le prese non sono solo vie di passaggio, ma anche sentieri che raccontano la storia del luogo: ogni curva, ogni spiazzo sembra portare con sé il ricordo di antiche leggende e tradizioni.

I profumi della terra e della vegetazione si mescolano in un bouquet naturale che riempie i sensi, mentre lo sguardo si perde nella varietà di colori e forme che caratterizzano il sottobosco. Il Montello non è solo un bosco, ma un angolo di mondo dove la natura conserva ancora il suo potere incantatore, capace di far dimenticare per un attimo la frenesia della vita moderna.

La passeggiata, comunque, non è del tutto scevra da elementi di carattere antropico. La collina di Montello durante la grande guerra si ritrovò in prima linea e fu interessata dalla costruzione di opere militari utili per rallentare l’avanzata dell’esercito austro ungarico.

Il paesino dei Murales

Solitamente associamo murales e graffiti a tutto un universo culturale urbano ma ciò non è sempre vero: c’è una triade di borghetti nell’alto trevigiano, ancora più a nord di Vittorio Veneto, che hanno trasformato i murales in un percorso culturale nella sua storia.

Tarzo, Fratta e Colmaggiore sono tre piccoli borghi che complessivamente non arrivano ai 6000 abitanti nelle vicinanze del Lago di Lago (eh si, si chiama veramente così). Passeggiando per le strade di questi tre luoghi, più nello specifico nelle parti vecchie dei vari paesi è possibile imbattersi sulle pareti delle case in grandi murales in diversi stili.

Questi murales, frutto della creatività di artisti locali e internazionali, raccontano storie antiche e moderne, trasportando chi li osserva in un viaggio visivo attraverso il tempo e le tradizioni di queste terre. Ogni dipinto è un pezzo unico che riflette l’anima del luogo, rappresentando scene di vita quotidiana, leggende del passato o semplicemente esplosioni di colori e forme che rompono la monotonia delle facciate in pietra.

L’iniziativa di decorare i muri con queste opere d’arte è nata qualche anno fa, con l’intento di valorizzare il patrimonio culturale e attirare visitatori curiosi. Così, passeggiando tra le viuzze di Tarzo, Fratta e Colmaggiore, non si può fare a meno di fermarsi ad ammirare questi capolavori, lasciandosi trasportare dalle storie che raccontano e dai sentimenti che evocano.

Questi sono stati realizzati da gruppi di artisti a partire dal 2010, quando i comuni si sono uniti nel tentativo di rivitalizzare le parti dei paesi spopolate in seguito al cambiamento demografico. I murales in questione hanno carattere storico, raccontando vari momenti della vita dei paesi utilizzando stili grafici e pittorici differenti.

A corredo di più inutile dire che fare una visita a questi paesi può essere una cosa molto bella da fare: le atmosfere sono gradevoli, l’aria che si respira è buona e la natura è rigogliosa! Fare delle camminate in mezzo al verde è sempre qualcosa che è in grado di riportare il buonumore.

I Mulini di Quinto

Il fiume Sile è un fiume molto importante per questo frammento di veneto, complice la sua portata costante e la sua corrente piuttosto sostenuta. Queste caratteristiche idriche hanno permesso all’uomo di costruire lungo le sponde del fiume diversi mulini nel corso degli anni, con i primi che risalgono ad oltre 1300 anni fa.

Al giorno d’oggi diversi di questi mulini sono perfettamente visibili dall’antico borgo di Quinto di Treviso, nei dintorni del capoluogo di provincia. Al centro di questo piccolo paese ci sono tre mulini, Favaro, Rachello e Bordignon, che versano ancora in condizioni ottime grazie alla loro attività che è continuata fino all’inizio degli anni duemila.

Questi mulini non solo rappresentano un pezzo di storia locale, ma sono anche un simbolo della cultura e delle tradizioni artigianali che hanno caratterizzato Quinto di Treviso per secoli. Ogni mulino ha la sua storia unica: il Mulino Favaro, con le sue mura robuste e le pale di legno, era famoso per la qualità delle sue farine; il Mulino Rachello, situato lungo un pittoresco canale, era un punto di ritrovo per i contadini della zona; mentre il Mulino Bordignon, con la sua struttura imponente, era noto per la produzione di olio di semi di girasole.

Oggi, questi mulini sono stati restaurati e adattati a nuovi usi, come musei interattivi e spazi per eventi culturali, permettendo ai visitatori di immergersi nella storia e nelle tradizioni di Quinto di Treviso. Passeggiando per le vie del borgo, si può ancora sentire l’eco dei tempi passati e ammirare l’ingegnosità dei nostri antenati, che con il loro lavoro e la loro dedizione hanno lasciato un segno indelebile nel paesaggio e nella memoria collettiva della comunità.

Una volta arrivati a Quinto di Treviso basta parcheggiare e dirigersi verso il fiume Sile, da qui basta seguire la stradina asfaltata per visitare nel giro di un oretta i vari mulini, potendo anche contare su dei panorami che non sono niente male.

L’itinerario è adatto a tutte le età e non richiede particolari abilità fisiche, rendendolo perfetto per una passeggiata in famiglia o una tranquilla escursione solitaria. Lungo il percorso, si è immersi in un’atmosfera serena e rilassante, accompagnati dal suono dell’acqua che scorre e dal canto degli uccelli. I mulini, con la loro architettura tradizionale, raccontano storie di un passato in cui erano il fulcro dell’economia locale.

Ogni mulino ha il suo fascino unico, e alcuni di essi sono stati splendidamente restaurati e adibiti a musei o punti di ristoro dove è possibile assaporare prodotti tipici. Non dimenticate di portare con voi una macchina fotografica: i riflessi del cielo e della vegetazione sull’acqua del Sile offrono scorci pittoreschi che meritano di essere catturati.

Verso l’isola dei morti

No, non stiamo parlando di un percorso in stile Orfeo bensì di una camminata di qualche chilometro che dal paesino di Fontigo porta a raggiungere l’Isola dei Morti, un lembo di terra non distante dal sopracitato Montello compreso nel comune di Moriago della Battaglia.

Sull’isola in questione è presente una piccola chiesa dedicata alla Madonna del Piave, con un cippo piramidale commemorativo dedicato ai caduti realizzato sfruttando i sassi stessi del Piave.

Da Fonti all’Isola dei Morti il percorso da seguire è piuttosto semplice: la strada da seguire è Via della Vittoria in direzione sud fino ad arrivare al bivio tra essa e Via Montello. Proseguendo su via della vittoria si entra sostanzialmente all’interno di un sentiero di campagna, mentre passando per Via Montello la situazione è più semplicemente traversabile.

L’isola dei morti ed i suoi dintorni sono anche raggiungibili in macchina, anche se così si perde un po’ della magia che una buona passeggiata può regalare.

Passeggiate Treviso: qualche altro nome

Finora abbiamo citato in maniera approfondita diverse passeggiate Treviso per sgranchirsi i piedi ma queste non sono tutte. Vogliamo fare un veloce elenco con qualche altro nome per fare felici i passeggiatori che apprezzano l’idea di avere tanta scelta!

Ecco qualche itinerario che ci sentiamo di consigliare:

  • Il cimitero del Burci lungo il Sile
  • La salita del Collalto a San Zenone degli Ezzellini
  • Da Pederobba alla chiesa di San Michele Arcangelo a Curogna
  • Il sentiero della Garzaia presso Pederobba
  • Lungo l’antica ferrovia di fianco al Piave a Bidasio
  • Il giro intorno al Bosco del Gigante a Castelcucco
  • Il sentiero Castelcies a Cavaso del Tomba
[social_buttons nectar_love="true" facebook="true" twitter="true" pinterest="true" linkedin="true" style="default"]
Lascia un commento