Santuario della madonna della Corona: perché visitare uno dei santuari più belli d’Italia

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Tra i segreti meglio nascosti d’Italia abbiamo un grande numero di chiese, santuari, cattedrali e più generici edifici di culto che farebbero impallidire un qualsiasi turista alla vista. Parliamo di chiese arroccate, chiese la cui origine si perde nei meandri della storia, di chiese che provengono da un passato dal fascino eterno. Il santuario della madonna della corona è uno di questi luoghi ed è di sicuro il tesoro nascosto di Ferrara di monte Baldo.

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All’interno di questo articolo al troverai tutte le informazioni utili per trovare la voglia e la motivazione per visitare il santuario madonna della corona, una chiesa in grado di togliere il fiato per la sua sinergia con la natura e per il luogo incantevole in cui è posizionato.

Bando alle ciance: andiamo a scoprire perché il perché dietro la notorietà di questo monumento posizionato sul costone del monte Baldo.

La storia del santuario della madonna della corona

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Partiamo con qualche nozione di carattere storico: il Santuario Madonna della corona è un santuario situato all’interno della frazione di Spiazzi, nel territorio del comune di Ferrara di Monte Baldo. La particolarità del santuario è quella di essere posizionato all’interno di un incavo scavato tra le rocce del sopracitato monte Baldo.

Il monumento nasce a metà del 16esimo secolo dopo la visita di un vescovo e, quando nel 1625 i cavalieri di malta fanno riedificare la chiesa, acquista del tutto il suo status di santuario. Inizialmente conosciuto con il nome di Santa Maria di Montebaldo, a fino 1800 viene ampliato di due metri verso il piazzale antistante. Questo porta gli architetti a decidere di modificarne la faccia seguendo lo stile gotico, decorando il tutto con marmi di Sant’Ambrogio.

Il santuario Madonna Della Corona è stato definitivamente consacrato il 4 Giugno 1978 ed è stato ristrutturato alla forma attuale durante il 1988.

Questa chiesa arroccata su di uno strapiombo è meta di pellegrinaggio e grande devozione, come ampiamente documentato all’interno dei testi racconti all’interno della diocesi di Verona e Vicenza. Durante i secoli passati erano innumerevoli i pellegrinaggi romei di uno o due giorni, per andare in preghiera presso le mura del santuario, per attraversare in ginocchio la scala santa o per visitare la grotta della pietà.

All’interno del santuario si venera una particolare statuetta chiamata Madonna che regge in grembo il cristo morto. Secondo la tradizione questa statuetta sarebbe apparsa all’improvviso, come per miracolo scomparendo dall’isola greca di Rodi.

Che cos’è la Scala santa all’interno del santuario?

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Il contenuto probabilmente più famoso di tutto il santuario dedicato alla madonna che raccoglie moltissimi pellegrini ogni anno è chiamato Scala Santa, ovvero una riproduzione della scala che si trova vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma.

Questa scala, secondo la tradizione, non è altro che la scala da cui Gesù discese e salì più volte durante il giorno in cui è stato flagellato mentre era coronato di spine e condannato alla morte sulla croce. Per questo motivo la scala originale era tinta di sangue e, con il passare dei secoli, è diventata un vero e proprio percorso per i pellegrini.

Per poter percorrere la scala santa è necessario seguire delle tradizioni ben precise: inizialmente è necessario intingere la propria mano nell’acqua santa per fare poi il segno della croce. Solo a questo punto arriva l’esperienza della sofferenza, salendo i 28 gradini unicamente in ginocchio e pregando il signore ad ogni gradino fatto.

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Perché questo santuario è considerato uno dei più belli d’Italia?

Le foto probabilmente non rendono giustizia ma è impossibile negare che il santuario in questione non sia un’esperienza incredibile dal punto di vista naturalistico e visivo. Spettacoli come questo capitano molto spesso in Italia ma poche altre volte in giro per il mondo, motivo per cui visitare il santuario può portare a dei momenti che rendono il bel paese ciò che amiamo, al netto di tutte le storture tipiche della provincia.

Il santuario in questione è posizionato a metà di una parete rocciosa. Dallo spiazzo antistante il santuario si può ammirare un incredibile strapiombo di 775 metri. Per arrivare al santuario è possibile prendere la strada asfaltata aperta durante il corso dell’ultimo trentennio e fare alla “vecchia maniera” percorrendo il sentiero della speranza.