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Separarsi a 40 anni è un evento di cui si potrebbe fare volentieri a meno e che può provocare dissesti emotivi piuttosto importanti. L’idea di dover ricominciare da capo con la ricostruzione della propria vita e della propria quotidianità sicuramente spaventa moltissime persone ed a buona ragione.

La fine di una coppia, la conclusione di un matrimonio, la distruzione di un nucleo familiare a causa della separazione sono tutte eventualità che possono distruggere anche le spalle più dure, a prescindere dall’età.

A 40 anni i figli ci sono, la società ci ha già inquadrati all’interno di determinati canoni ed ha definito la giusta dimensione entro cui ognuno si deve trovare.

Affrontare la separazione in un momento così complesso della vita è senza dubbio difficile, a prescindere dal rapporto che si aveva col partner. La motivazione è presto detta: donne e uomini a 40 anni si sentono arrivati, destinati ad invecchiare in maniera gentile e felice; la semplice idea di dover ricominciare da capo tutta la trafila emotiva necessaria per poter arrivare al momento de ricominciare una relazione può indispettire davvero tutti.

Esistono però soluzioni ed opzioni per ricominciare, anche soltanto a costruirsi una vita sociale. Noi di Meeters lo sappiamo bene data la nostra esperienza nella costruzione di eventi: che si tratti di fare aperitivo, di andare in montagna o di scoprire una città Italiana poco chiacchierata siamo sempre in prima linea, sopratutto per permettere a persone di stringere amicizia.

Per questo motivo pensiamo di avere il necessario per poter dire che la fine non è la fine e che separarsi a 40 anni non impedisce a nessuno di ricominciare con una nuova vita.
Basta semplicemente sapere come fare!

Mettere da parte l’idea di aver fallito

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Se c’è qualcosa che sentiamo di voler personalmente smentire è l’idea che il mantenere una relazione a 40 anni sia una prassi. Affrontare il divorzio a 40 anni, purtroppo, può succedere ed è qualcosa che capiterà a persone ancora ed ancora ed ancora.

Non c’è età per capire che si fanno gli errori nella vita e non ci sono momenti più giusti di altri per prestare nuovamente attenzione al proprio benessere, invece di dover sacrificare tutto per cercare di mantenere buoni e calmi i propri figli.

 



 

Alcuni ex coniugi riescono a mantenere un qualche tipo di rapporto civile dopo la fine della relazione ma ciò non accade sempre: le variabili in gioco sono tante e non si può costringere l’altro a fare qualcosa che non vuole, anche se questa cosa è quella migliore per evitare una crisi emotiva con i più piccoli.

Ciò che bisogna mantenere saldo in mente è un concetto: separarsi non vuol dire aver fallito nella vita. Le separazioni accadono e ciò è naturale; sono spergiurate perché le dinamiche sociali che comprendono le relazioni amorose tra due persone invece non hanno fatto passi in avanti come invece è accaduto per molti frangenti e frammenti della nostra società.

C’è sempre il tempo necessario per ricominciare un’altra relazione ed un altro rapporto: da amici a molto di più cambiano soltanto le emozioni.

Superare il senso di colpa è possibile

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Le motivazioni per la quali una coppia può scegliere la separazione sono molteplici: la paura di dover affrontare determinate difficoltà, un’aspettativa tradita, problemi familiari che esulano dal nucleo moglie, marito e figli e così via. Esistono una miriade sconfinata di situazioni diverse da analizzare e non è questo il nostro caso.

È importante capire che invece che solitamente la separazione è la conseguenza di una relazione poco funzionale al soddisfacimento dei bisogni, una relazione in cui investire non è più consigliabile. Le relazioni terminano non tanto per nuovi amori quanto semplicemente perché lo scopo di un rapporto all’interno del proprio percorso di crescita termina e da una persona non è più possibile ricavare una situazione di crescita e aspettativa.

Bisogna normalizzare il fenomeno della separazione come evento che accade oggi e accadrà domani sempre di più.

La separazione è quindi il sintomo di una società che cambia (per fortuna), dove non sono più i mariti a decidere il futuro della propria moglie ma dove la donna è libera di autodeterminarsi e di scegliere il proprio percorso, anche emotivo, all’interno del futuro.

Non c’è quindi pubblicità democristiana che tenga: il senso di colpa, per quanto fisiologico è superabile. Il desiderio di rifarsi una vita a 40 anni dopo una separazione è legittimo, come è legittimo voler cominciare una nuova convivenza o vivere un nuovo amore.

Conclusione

Il matrimonio o la maternità hanno un valore differente da quello che avevano nel passato ed i figli sono capaci di emanciparsi prima, al netto delle difficoltà economiche che si possono affrontare nella vita.

L’idea della coppia che rimane e che supera tutte quante le avversità, quindi, è terminata ed è stata uccisa dalla modernità (per nostra fortuna). Per quanto esistano gli amori infiniti ed eterni, gli amori puri e gli amori da favola essi sono la minoranza e sono soltanto una sfumatura del complesso sistema di rapporti che regolano il mondo in cui viviamo.

Separarsi a 40 anni, quindi, sembra la fine ma non è la fine; se lo sembra è perché lo si crede soltanto.

Una volta soli ancora è possibile ricominciare uscendo di casa, partecipando ad eventi, richiamando i vecchi amici e vivendo una nuova dimensione, più personale e più personalizzabile stavolta. Se poi si vuole cercare un altro partner per cominciare una relazione, si è liberissimi di farlo.