Trekking 4 giorni in Italia: 3 percorsi alla scoperta del centro italia (e non solo)

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Quanto è bello fare trekking? Chiunque abbia preso scarponcini e bastoni probabilmente è qui per rispondere molto, specie quando i cammini ti permettono di scoprire luoghi in cui altrimenti sarebbe difficile imbattersi. Oggi andiamo a scoprire qualche trekking 4 giorni da fare nella nostra penisola e lo facciamo giocando intelligentemente con qualche limitazione: niente trekking montani (troppo facile parlare di trekking sulle dolomiti)!

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Questo significa che tutti gli amanti delle camminate saranno ben felici di immergersi in una natura non prettamente alpina, andando a scoprire alcuni itinerari nati per questioni religiose e commerciali e diventati solo poi qualcosa di più.

Noi di Meeters organizziamo eventi da molti anni e in questo nostro organizzare abbiamo acquisito l’ esperienza necessaria per poter suggerire questo o quest’altro percorso. Affrontare le tappe di un trekking 4 giorni, magari insieme a qualcuno conosciuto sul posto, è la maniera migliore per farsi riempire il cuore da tante emozioni da portarsi poi dietro nei momenti del bisogno.

Detto ciò andiamo a scoprire quattro trekking molto interessanti!

La via degli Dei

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La via degli dei è forse il trekking di 4 giorni più noto di tutta Italia, oltre che essere il terzo cammino più frequentato del nostro bel paese. Questo percorso di origine antichissime risale al periodo prima etrusco e poi romano ed è una vera e propria via millenaria, ben diversa dal sentiero degli dei che invece si svolge lungo la costiera amalfitana.

La via degli dei è un percorso di circa 130 chilometri che si svolge tra Bologna e Firenze, con dislivelli che vanno tra i 600 ed i 1000 metri al giorno; questo la rende una via senza dubbio impegnativa ma comunque alla portata di chi ha un minimo di esperienza nel genere di esperienza.

 



 

Per fare la via degli dei in 4 giorni bisogna sapere che è necessario fare circa 30 chilometri al giorno per una media di 8/9 ore di cammino senza pause; un ritmo abbastanza sportivo ma che si può tranquillamente allungare a 5 o 6 giorni così da ridurre il numero di ore di cammino e metterci in mezzo anche qualche deviazione per dei panorami da gustarsi.

Tra tutti i trekking di Italia questo è uno dei meglio organizzati poiché ci sono moltissimi agriturismi e b&b lungo il tragitto e non mancano mai i negozi di alimentari, i bar o i ristoranti.

Unico elemento a cui è importante fare attenzione è la presenza di zone di caccia: questi sentieri durante il weekend, specie durante il mattino presto, sono pattugliati da chi fa pratica venatoria e sentire il rumore degli spari non è mai una bella cosa!

Il Selvaggio blu

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Il selvaggio Blu è un nome molto fascinoso, forse anche troppo, per uno dei percorsi ad anello più difficili di tutta Italia. Per isolamento, richieste tecniche e lunghezze questo trekking è indicato soltanto a chi ha notevole esperienze già nella pratica poiché parliamo di una traversata di a picco sul mare che dura 4/5/6 giorni e che costeggia tutto il golfo di Orosei.

La partenza si fa da Pedra Longa, poco lontano dal comune di Santa Maria Navarrese e si estende per alte falesie, strapiombi, macchie mediterranee e cengie. Una caratteristica molto importante da tenere a mente di questo percorso è che, a differenza degli altri, le notti si passano in bivacco con sacchi a pelo e materassino.

La natura selvaggia, se non si fosse capito, è l’elemento trainante di tutta l’esperienza e ciò diventa ancora più chiaro con le ultime due tappe che prevedono calate in corda doppia, salite a pendenza davvero notevole e tantissimi panorami belli da mozzare il fiato.

Niente borghi, quindi, ma solo una vacanza in grado di mettere davvero alla prova i propri piedi.

La parte finale della via Francigena

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Concludiamo questo articolo parlando della Via Francigena, anzi, della parte finale della stessa. La via Francigena è infatti il nome che si dà a un lunghissimo itinerario che da Roma porta a Canterbury, in Inghilterra.

In quattro giorni di cammino nemmeno troppo esagerato quello che si può fare è gustarsi il tragitto dai confini del lazio, l’alta Tuscia, a quello che è stato il punto di parteza/arrivo dell’intero percorso ovvero la Basilica di San Pietro.

Il tragitto in questione parte da Acquapendente, la cosiddetta città dei pugnaloni nota per la presenza del santo sepolcro. Acquapendente, nota anche come la Gerusalemme d’Europa, è la maniera migliore per poter respirare il primo guizzo di atmosfere d’altri tempi all’interno di un viaggio che oltre che nello spazio attraversa anche il tempo.

Da Acquapendente si deve arrivare alla città di Bolsena passando per Torre Alfina e San Lorenzo nuovo. Arrivati a Bolsena poi si prosegue verso Montefiascone che con la sua imponente cattedrale e la Rocca dei Papi, simbolo degli ultimi cento chilometri da percorrere per poter arrivare alla città eterna.

Da qui in poi inizia un lungo tragitto lungo la provincia di Viterbo, passando per l’omonimo capoluogo, per Vetralla, per Capranica e per Sutri (un’importantissima città di origine etrusca, di cui vi consigliamo assolutamente l’anfiteatro romano scavato nel tufo).

L’entrata in provincia di Roma sarà mediata prima dal Parco della Valle del Treja e poi dalle Cascate di Monte Gelato: da qui si raggiunge Campagnano ed il Parco Regionale di Vejo a Roma. Dal parco si raggiunge la città di Formello ed è a Isola Farnese che si raggiunge la cassia, strada storica romana e punto d’accesso indiscusso per raggiungere San Pietro.

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