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Chiunque bazzichi da almeno un po’ nel mondo delle passeggiate conosce sicuramente il trekking alle 52 gallerie del Pasubio.
Questo è senza dubbio uno dei percorsi più belli di tutto il Veneto e di tutto il nord Italia.
Spiegarlo a chi non lo conosce non è facilissimo ma possiamo provare a fare un bel riassunto semplicemente mettendola su questo piano.
La strada delle 52 gallerie del Pasubio non è altro che una mulattiera lunga diversi chilometri.
Questa è stata scavata nella nuda roccia dai reggimenti dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale, per risolvere un problema bellico di enorme importanza.

La mulattiera, conosciuta anche con il nome di strada della prima armata, è un vero e proprio percorso storico da vivere passo dopo passo.
Le cinquantadue gallerie che danno il nome a questo percorso sono suggestive, particolari, uniche nel loro genere all’interno del nostro bel paese e rappresentano il meglio che si può chiedere alla nostra natura.

Noi di Meeters diciamo questo con cognizione di causa perché siamo ben abituati a cercare posti bellissimi per organizzarci eventi.
La nostra esperienza sul campo nell’organizzazione di attività sportive, passeggiate nella natura, visite culturali e così via ci ha permesso di far felici tante persone, facendo stringere nuove amicizie a molte di esse grazie ai nostri gruppi organizzati.

Per questo motivo oggi siamo qui per cercare di riassumere tutte le informazioni più importanti da sapere prima di andare a visitare le 52 gallerie del Pasubio con un bel trekking.

La storia dietro le 52 gallerie sul Pasubio

trekking alle 52 gallerie del pasubio rifugio

Nel 1917, in piena prima guerra mondiale, l’esercito italiano si imbarcò nella realizzazione di un progetto molto particolare.
Questo fu definito come ” un’impresa di giganti” dalla stampa sia locale che internazionale.
Nessun altro fronte europeo poteva vantare un opera di tali proporzioni per coraggio e grandiosità progettuale. Questo è il primo vagito di quelle che oggi sono le cinquantadue gallerie sul pasubio.

Il monte Pasubio fu occupato dalle truppe italiane durante il corso del 1915, seguendo quella che all’epoca era chiamata strada degli Scarrubbi.
Questa mulattiera collegava passo Xomo con le porte del Pasubio ed era di importanza strategica per il supporto logistico delle truppe, tanto che venne rapidamente trasformata in strada rotabile. Con l’avanzata degli austriaci sulla dorsale di fronte a tale strada i problemi per portare i rifornimenti agli italiani sul fronte aumentarono a dismisura.

 



 

Il genio militare allora pensò ad una soluzione esosa dal punto di vista della forza lavoro ma inattaccabile per il resto: la creazione di una nuova via per raggiungere le porte del Pasubio.
I lavori cominciarono nel corso nel marzo 1917 per finire diciannove mesi dopo, con sforzi enormi da parte dell’esercito.
La nuova strada, lunga 6.3 chilometri ha oltre il 30% del proprio percorso distribuito lungo 52 gallerie scavate nella montagna.

L’obbiettivo di questo sforzo era ben chiaro: creare una nuova linea di approvvigionamento per l’esercito italiano. La strada ha una larghezza minima di 2.2 metri, permettendo quindi il passaggio in contemporanea di due muli da traino. Lo sforzo è stato particolarmente imponente anche complice il fatto che nella sua interezza la strada è stata realizzata con lavori di mina, il tutto con una pendenza del 12%. Per permettere una fruibilità elevata delle gallerie l’esercito si impegnò per illuminare elettricamente tutte le gallerie.

Cosa bisogna sapere prima di partire?

gruppo di persona che cammina alle 52 gallerie del pasubio

Per fare un bel trekking alle 52 gallerie del Pasubio è necessario prepararsi leggermente meglio di quanto si farebbe per una qualsiasi altra tappa. Le motivazioni sono presto dette: questo percorso non è un percorso classico: è in alta montagna, è anche al chiuso, è su una strada stretta ad un altitudine difficilmente ignorabile.

La prima cosa da sapere è che lungo le 52 gallerie del Pasubio non ci sono punti di ristoro ne fonti. L’unico funto di ristoro si trova al rifugio Achille Papa, alle porte del Pasubio alla fine della strada delle 52 gallerie. Qui è anche possibile fare il pieno di acqua, indispensabile per tornare all’inizio del percorso non disidratati.

La strada delle 52 gallerie del Pasubio è sempre aperta, a prescindere dalle condizioni metereologiche. Va da sé che il percorso è decisamente più semplice da affrontare durante il periodo estivo o primaverile; durante l’autunno è facile imbattersi in pioggie e sferzate di vento gelido mentre durante l’inverno la neve è presente quotidianamente a tali altitudini.

La strada non è delle più semplici: il trekking delle 52 gallerie del Pasubio è su strada prevalentemente ghiaiosa (è per sempre una mulattiera) e l’interno delle gallerie con l’umidità e l’acqua tende ad essere scivoloso, specie in corrispondenza del selciato.

Poiché alcune gallerie hanno un soffitto piuttosto basso sono molti gli escursionisti che si premuniscono di caschetto protettivo, per evitare brutte sorprese. Il caschetto non è chiaramente una soluzione universale, con un po’ di attenzione ed una torcia tali problemi si possono evitare. La torcia, nello specifico, è molto importante poiché le gallerie a differenza di quanto accadeva in passato non sono dotate di illuminazione elettrica!

Occhio alle altezze

Se si soffre di vertigini è bene non fare il trekking delle 52 gallerie del Pasubio!
Le motivazioni sono molto semplici: la strada è molto stretta, con al massimo un paio di metri di larghezza ed il sentiero è completamente sprovvisto di balaustre protettive.
L’altezza media degli strapiombi è sulla decina di metri, abbastanza per far venire il sangue gelato a chi soffre di vertigini.
Il percorso, di conseguenza, è indicato prevalentemente per adulti e adolescenti abituati ad andare in montagna.
La strada può essere percorsa soltanto a piedi, complici gli incidenti che in passato sono risultati mortali per ciclisti che hanno affrontato la tratta.

Che ci si mette?

trekking alle 52 gallerie del pasubio

Per affrontare al meglio il trekking alle 52 gallerie del Pasubio è bene prepararsi in termini di vestiario.
Oltre ai mai troppo scontati scarponcini da trekking (indispensabili per limitare le cadute, specie sulla superficie limacciosa del selciato all’interno delle gallerie) è fortemente consigliato l’utilizzo delle bacchette. Dal punto di vista del vestiario è bene sapere che la prima parte del percorso è esposta al sole e alle intemperie.
Questo si traduce in una maniera semplice: durante l’estate è bene avere una felpa ed un cappello, durante la primavera un bel kway ed un giubbotto di rinforzo, per evitare di soffrire il freddo.
Siamo pur sempre a 2000 metri di altitudine.